giovedì 5 giugno 2014

Alabama Monroe - Una storia d'amore


Alabama Monroe è un film bellissimo, che lascia il segno.

A me è piaciuto ma capisco che possa urtare la sensibilità di molti di noi. La storia è nuda e cruda e se vogliamo il tema banale, tramite sbalzi temporali racconta la vita di una coppia, il loro innamoramento, la gravidanza e la creazione di una famiglia, la malattia incurabile della figlia e un epilogo tragico dove l’amore vince su tutto.

Ed è proprio il modo diverso di raccontare l’amore vero che mi ha conquistato. Quando si pensa all'amore tra due persone si pensa che queste vivano felici e unite per sempre, ma nella vita reale questo capita raramente perché l'amore vince su tutto ma la sua vittoria non è quella che noi diamo per scontato, ossia il lieto fine.

Nel film i due protagonisti si amano davvero, non c’è dubbio, eppure l’affrontare il dolore più grande della vita, la perdita dell’unica figlia, li dividerà.

Tolstoj scriveva nel libro Anna Karenina: “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo.” Aveva ragione, il dolore è strettamente personale, ognuno lo affronta a modo suo, nessuno può salvarti, stanarti, liberarti.

Ognuno soffre a modo suo, ma l’amore non per questo muore, rimane, ma non può svelarsi in modo percepibile all'amato fino a quando il dolore non verrà affrontato e superato.

A volte, come nel film, il dolore sembra vincere, ma la nostra è una visione terrena del sentimento, l’amore in realtà vince in una dimensione altra da noi, extracorporea, oserei dire spirituale.

L'amore di Alabama per Monroe smette di essere visibile solo in questa vita, in questo tempo. Ma c'è e ci sarà sempre nonostante il suo grande e insuperabile dolore.

La colonna sonora è un vero capolavoro, la melodia e i testi accompagnano con dolcezza e delicatezza le fasi della storia in modo commovente e convincente.

If I needed you would you come to me, 
Would you come to me, and ease my pain?
 If you needed me 
I would come to you
 I'd swim the seas for to ease your pain

(cd The Broken Circle Breakdown - canzone scritta da Townes Van Zandt)

mercoledì 14 maggio 2014

Dimensioni americane/2 ...e altre amenità

 numero civico

ventilatore

bidone

meritocrazia

 proprietà privata

autostop

mercoledì 30 aprile 2014

Le ville romane

Andiamo a villa oggi?
Tipica espressione romana che a volte viene equivocata da chi è forestiero. L'espressione "andare a villa" per un romano significa semplicemente "andare al parco".

Roma è piena di ville, ossia di parchi un tempo appartenenti a ricchi nobili che vi avevano costruito al loro interno le proprie dimore. Alcune di queste ville sono molto grandi e conosciute, come villa Borghese e villa Ada, altre sono più raccolte e meno note, come villa Torlonia. Ogni villa ha le sue peculiarità a livello naturalistico e archittettonico, chi visita Roma o ci vive non deve rinunciare a visitare questi meravigliosi luoghi.

Ho deciso quindi di suggerire delle visite insolite in alcune delle ville romane.


 Villa Torlonia


Negli ultimi anni c'è stato un grande lavoro di recupero degli edifici presenti a villa Torlonia. I lavori non sono ancora terminati ma oggi la villa offre a chi vi si reca un parco di piccole dimensioni dove è piacevole passeggiare e sostare sulle panchine, anche se ultimamente la vegetazione avrebbe bisogno di manutenzione, e la visita degli edifici ristrutturati che non sono solo belli esternamente ma colpiscono piacevolmente anche per la ricchezza e l'eleganza degli ambienti interni, decorati e dipinti con grande maestria.

L'ultimo restauro, terminato pochi mesi fa, ha riguardato il Teatro.
La visita al momento è solo in lingua italiana, dura circa un'ora e va prenotata telefonicamente (5€ a persona).




La Casina delle Civette

Il Casino Nobile

Teatro

Teatro - Primo salone Foyer - mosaico, particolare

Teatro - salottino ottagonale




 Villa Borghese


Villa Borghese è un parco dove la natura fa da cornice agli importanti edifici esistenti e non prende mai il sopravvento, integrandosi in maniera armonica. Oltre al famoso museo di Galleria Borghese, che contiene opere d'arte di Caravaggio, Raffaello, Tiziano, Bernini, ecc., ci sono molti altri luoghi di pregio.
Tra questi, dopo alcuni mesi di restauro da pochi giorni è stato riaperto il laghetto del parco, ed ora è nuovamente possibile fare un giro in barca a remi (3€ a testa per 20 minuti, non economico ma romantico) o passeggiare nei dintorni osservando le tartarughe, i pesci e gli uccelli acquatici che lì dimorano.








 Villa Ada


Il parco di Roma forse dove la vegetazione si manifesta in modo più rigoglioso e autentico. Qui è possibile noleggiare le biciclette elettriche e visitare il parco inoltrandosi nella natura fino a dimenticare di essere dentro una città.

Purtroppo la segnaletica dei sentieri è scarsa e quindi rimane difficile accedere alle parti più nascoste della villa se non la si conosce bene. Questo sito amatoriale propone dei percorsi che forse possono aiutare.




 Per finire vi suggerisco di visitare il sito ufficiale delle ville e dei parchi di Roma per scoprire cosa vedere e dove andare.

giovedì 6 marzo 2014

La grande bellezza?

Roma è bella. E’ una grande bellezza. Ma il film di Paolo Sorrentino non dà certo spazio alla bellezza della città eterna, piuttosto si occupa di citazioni di memoria felliniana e infarcisce dialoghi e atmosfere dei soliti clichè che tanto piacciono agli stranieri, meno credo a parte di noi italiani. Basta con questi italiani malinconici che passano da una festa ad un’altra con atteggiamenti di tedio e apatia.

Generalmente fa sempre piacere portare a casa un risultato internazionale che riguarda tutti noi italiani. In questo caso l’Oscar ricevuto forse non per tutti è stato un piacevole riconoscimento, almeno per me.

Avrei voluto che la nostra immagine esportata una volta tanto coincidesse con quella reale, dell’Italia di oggi, della Roma di oggi. Se da sempre Roma accoglie nel suo ventre stranieri e italiani ha comunque mantenuto fino a qualche decennio fa la sua personalità, le sue caratteristiche intrinseche, poi forse è cresciuta troppo e si è un po' “annacquata”. Difficile riconoscere oggi i tratti della romanità per chi non è cresciuto in questa città, se poi le tue radici non sono romane forse ancora più difficile scorgere le differenze tra ieri e oggi nei rapporti tra le persone che la vivono e di come è cambiato il modo di vivere la sua architettura. Ma nonostante i cambiamenti Roma c’è, è qui, per tutti quelli che hanno la fortuna di comprenderla davvero.

Io personalmente non ho amato il film anche per come è stata trattata Roma, una cartolina, una scenografia fissa, un poster. Roma è altro.

La sua bellezza superficiale, visibile a tutti, è anche nel Colosseo, nelle statue e nei palazzi antichi, nei giardini storici, ma per favore non diamo sempre solo questa immagine banale e scontata di una città che ogni giorno offre molto ma molto di più. L’ascolto, la comprensione della realtà che ci circonda è un esercizio di stile per alcuni difficile per molti impossibile.

giovedì 20 febbraio 2014

Roma fa schifo ma a volte no

 Non avrei mai voluto pubblicizzare un blog che si chiama Roma fa schifo, ma è arrivato il momento. Da troppo tempo ormai questa città soffre in silenzio nel degrado più totale e le istituzioni non danno segno di attivarsi per fare qualcosa. Tocca prima di tutto a noi cittadini rispettare la città e attivarci perché essa torni ad essere una degna capitale di uno stato europeo.

Ci sono tanti modi per farlo, uno sicuramente è quello che propone il sito in questione:
"...Stiamo lavorando per aprire gli occhi a tanti cittadini, a molti politici a parecchi tecnici (polizia municipale, dirigenti comunali). E anche ai giornalisti, che ormai sempre più spesso ci 'usano' come agenzia di stampa. Ecco, insomma, aiutateci!"

 Per ricordare che Roma nonostante tutto è ancora un luogo dove si può sognare e sperare in un futuro migliore vi invito a partecipare alle visite guidate che si tengono in alcuni degli scenari più suggestivi della città facendovi condurre da una guida attore.

Cimitero acattolico di Roma - febbraio 2014


Per partecipare o approfondire l'argomento visitate la pagina facebook: Guida Romanzata del Cimitero Acattolico.

mercoledì 12 febbraio 2014

myCicero: nuova app per pagare con cellulare il parcheggio blu a Roma

Un tempo, nel lontano 2008, c'era Pagososta di Atac Roma. Quel servizio prometteva di poter pagare gli effettivi minuti di sosta nei parcheggi blu della città con un semplice invio di sms. Il servizio non ha quasi mai funzionato, continue e-mail di attivazione e sospensione del servizio mi sono arrivate fino a fine 2011, quando arrivò questa ultima triste missiva:

Gentile Cliente, 
ci eravamo lasciati con un'ipotesi di riattivazione del Servizio Pagososta entro il mese dicembre.
Non ce l'abbiamo fatta.
 (Dopo tutti gli scandali Atac degli ultimi tempi posso capire il perchè...) 
Stiamo ancora lavorando su alcuni aspetti tecnici/tecnologici/informatici per fare di Pagososta un Servizio certo, affidabile e fruibile... (bla,bla,bla...)
...Vogliamo essere sempre chiari e trasparenti con Lei. E non vogliamo creare " attese" poi " disattese". (Complimenti! Dopo quasi 4 anni vi siete accorti di quanto siano ridicole queste continue attese/disattese!)


Oggi ho scoperto che l'app myCicero è attiva anche a Roma, si scarica gratuitamente e ci si iscrive in pochi click, sembra facile da usare soprattutto per chi ha uno smartphone.




Io speriamo che me la cavo. :-)

lunedì 9 settembre 2013

Murakami Haruki e Facebook

Sto leggendo "1Q84" di Murakami Haruki, un libro molto bello, ho letto questo brano:

"Perchè ancora oggi penso spesso a quel ragazzo...Non muoio dalla voglia di rivederlo. Non ho questo desiderio particolare. Se ci vedessimo oggi, non saprei nemmeno cosa dirgli. Ma l'immagine di lui...è viva nella mia mente. ...A un uomo cose come queste sono necessarie per vivere. Immagini che possiedono un significato anche se è difficile spiegarlo a parole. E io penso che una delle ragioni per cui viviamo sia trovare delle spiegazioni a queste cose." (Einaudi 2011, pag.630)

E ho pensato che per me Facebook rappresenta un po' questo, ritrovare degli "amici" cui non saprei manco cosa dirgli oggi ma la cui immagine è viva nella mia mente e significa qualcosa. E allora Facebook diventa un posto virtuale dove conservare queste immagini e ogni tanto andarle a rivedere per non dimenticarle.